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Home Le vostre poesie Del capriolo, del poeta e dell'uomo Dio

Del capriolo, del poeta e dell'uomo Dio

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Sarai bianche ossa spolpate dal bosco

e sulla tua sepoltura ombra di quercia.

 

Ho disteso foglie umide e peste,

sulla tua pelle ancora calda,

per celarti alla vista del Dio:

quello del quale hai udito il cuore

e visto levare lo scettro onnipotente

lucifero, tonante, bruciante.

Rosa rossa sul tuo fianco germoglia;

linfa e vita scorrono via piano.

Ancora un balzo, uno solo, l’ultimo

tra il rovo ed il cielo, e fuggi!

 

Sotto il ginepro, avito rifugio,

affannato ti trascini a stento.

Chiudi gli occhi ora, riposa;

sogna l’erba giovane e dolce

dell’Aprile prossimo a venire.

Il poeta ha contato due primavere,

sulle tue corna timide e fresche.

In piccoli brani, i corvi pietosi,

recheranno in volo il tuo corpo

dove la primula mai sfiorisce.

 

All’uomo Dio una cartuccia in meno;

al poeta qualche lacrima in più.

 

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