Le notti di luna
Il sole splendeva in quella mattina d’ autunno appena iniziato, proprio mentre Lorenzo si svegliava affannato. Il suono di una sirena echeggiava tra le pareti della sua stanza. Era confuso, il fiato appesantito, e continuava a sudare, sembrava avesse appena finito di fare un lungo allenamento. Decise di alzarsi e andare a fare una doccia, pensava che si sarebbe sentito subito meglio. Non era la prima volta che Lorenzo si svegliava in quella situazione, non fece caso alle voci che rumoreggiavano per la strada sotto il suo appartamento. Mentre faceva scorrere l’acqua pensò a quello che aveva fatto la sera prima … ma si rese conto che non ricordava nulla delle ultime ore che aveva trascorso. Si vestì e andò in cucina a prepararsi una bella tazza di caffé bollente, accese il televisore, a quell’ ora iniziava il telegiornale, ma a Lorenzo non piaceva ascoltare le notizie di cronaca nera, gli rovinavano la giornata. Anche quella mattina non guardò ne ascoltò quello che il povero reporter aveva da raccontare. Bevve il suo caffé, e provò ancora a ricordare il giorno precedente … ricordi vaghi gli passarono per la mente, ma non ottenne quello che stava cercando. Non riusciva a capire quello che gli stava succedendo, e così, spense il televisore e usci di casa col suo mp3 acceso e andò a fare una passeggiata nel parco poco distante dal suo appartamento. Si sarebbe sicuramente rilassato, pensava, e forse i suoi ricordi sarebbero tornarti al loro posto. Mentre camminava aveva lo sguardo assente, non vedeva nessuno nonostante le persone lo salutassero o cercassero di parlargli, procedeva per la sua strada incurante di chi incontrava. Canticchiava a voce bassa quello che il suo mp3 riproduceva. Arrivò al parco e finalmente si rese conto che oramai aveva camminato per quasi un chilometro, e perché non aveva ancora incontrato nessuno? La cosa gli parve molto strana, a quell’ ora del mattino incontrava sempre una marea di persone, alcuni andavano al lavoro, altri accompagnavano i bambini a scuola, chi andava alle poste, chi a prendere il giornale, chi a fare la spesa, si rese conto che quella mattina non aveva visto nessuno. Si voltò verso la strada che aveva appena percorso e vide un fiume di persone che prima non aveva notato. Perché? Che cosa gli stava accadendo? Spense l’ mp3 e lo mise nella tasca della giacca. Si inoltrò nel sentiero che lo avrebbe portato al centro del parco, ma quella mattina senza rendersene conto passò in mezzo a un prato che lo portò in un piccolo bosco fuori paese. Aveva camminato tanto, ma non era stanco. Aveva diciannove anni, studiava all’università di lettere a qualche chilometro da dove viveva. Già, quell’ appartamento che tanto ha desiderato … era vissuto in orfanotrofio da quando era nato, fortunatamente erano in pochi bambini e coloro che li facevano crescere avevano un cuore d’ oro … non gli hanno fatto mancare mai niente, ma soprattutto l’ hanno istruito a dovere, e lui occupava le ore libere a fare dei piccoli lavori per potersi un giorno allontanare e realizzare il suo sogno … era cresciuto e così decise di percorrere la sua strada che lo avrebbe condotto in quell’ università, in quel paese lontano dalle sue origini sperando di realizzare il suo sogno, prendere la laurea e aiutare quei bambini con difficoltà di apprendimento. Aveva molto a cuore questo sogno, e poi, l’ aveva promesso al suo amico più caro che si trovava in quella situazione. I suoi “genitori” (così lui chiamava le persone che lo hanno fatto crescere in orfanotrofio) , erano molto fieri di lui, e nonostante le lacrime versate il giorno della sua partenza … erano molto felici che avesse iniziato il suo percorso di vita, ma erano anche molto preoccupati per non avergli mai detto la verità ... Era da poco che si era allontanato dai suoi “genitori“, ma solo ora pensava alle loro parole … solo ora si ricordò della paura nei loro occhi in alcune sere, solo ora si rese conto che non sapeva chi era … quella non era la prima volta che si svegliava così, era capitato ancora, anche quando era bambino … ora gli era tutto chiaro … ma gli sembrava tutto così irreale … aveva letto libri che parlavano di queste trasformazioni, ma non gli aveva mai creduto … la verità era tanto vicina a lui da non rendersene conto … iniziò a correre verso il paese, più veloce che poteva, quando fu li, comprò il giornale, andò nel suo appartamento e chiuse a chiave la porta. Si sedette sulla prima sedia che trovò, e iniziò a leggere … le lacrime gli scesero calde e rapide sul viso … “ ragazza di 19 anni sbranata da cani inferociti “ proseguì la lettura dell’ ’articolo, e con intenso dolore scoprì che era Elisa, l’unica ragazza con cui aveva parlato in università, l’ unica amica in quel mondo tutto nuovo, era con lei che doveva incontrarsi la sera prima … un ’ amara realtà gli si poneva davanti. Mille dubbi, tante domande, nessuno in cui poter trovare una risposta. Aveva voluto fuggire dall’ orfanotrofio, secondo lui un mondo che gli stava stretto, nonostante l’amore che provava verso i suoi “genitori”, nutriva il rancore per avergli tenuto nascosta la sua realtà … e ora? Che fare quando scopri di essere un assassino involontario? Lui non ricordava nulla di quello che aveva fatto, ma riusciva a capire il suo passato, sapeva di essere stato lui a uccidere Elisa quella notte … non poteva confessare, che cosa avrebbe detto? Se avesse ammesso di essere stato con lei gli avrebbero fatto sicuramente altre domande e non avrebbe saputo cosa rispondere. Fortunatamente nessuno sapeva che loro ieri sera avevano un appuntamento, e per la strada (ora si ricordava) non avevano mai incontrato nessuno. Confessare di essere un uomo-lupo gli sembrava la cosa meno opportuna da fare, non gli avrebbero creduto, e se lo avessero fatto di fronte all’ evidenza l’ avrebbero sicuramente ucciso. Elisa gli era parsa subito bellissima, aveva fatto di tutto per poterle stare vicino e per conoscerla, e ci era riuscito. Si ricorda il suo sorriso, il profumo che aveva la sua candida pelle … Rimase chiuso in casa coi suoi ricordi per tutto il tempo, senza sapere cosa pensare, cosa doveva fare … sperava solo fosse stata la prima volta … ma un dubbio gli strinse il cuore … i suoi veri genitori erano morti …


Google
Facebook
Myspace
Yahoo
del.icio.us
Windows Live
Blogger
Rain Concert