Angelo Notturno
Quella notte Dimitry percepiva qualcosa di diverso che inondava i suoi sensi sviluppati e sensibili a tal punto da stordirla quasi.
Io ero lì … ad osservarla dal punto più nascosto della siepe nascosto dall’erba e dagli alberi, ma ero consapevole che già aveva intuito un’altra presenza altre alla sua.
Da lì avevo la chiara e nitida visione di quella figura che tanto desideravo e temevo dal più profondo dl mio istinto ignobile. Tanto da osservarla con l’espressione tipica di un malato ossessionato o di un cacciatore … forse la definizione più adatta. Del resto noi siamo cacciatori e tali resteremo, benché gli questo piccolo gruppo di uomini, chiamati Huters, abbiano ribaltato da tempo tale ordine.
La Luna! Quasi la invidiavo. Lei poteva guardarla senza timore di essere scorta, e quasi mi tormentava baciando quella pelle bianca coi suoi delicati raggi che la illuminavano come fosse un Angelo.
La vedevo guardarsi intorno nella speranza di scovarmi, ma non ci sarebbe riuscita. Io ero ben accorto ad ogni mio movimento. Persino il mio respiro, calmo e quieto fino all’esasperazione, riuscivo a controllare.
I miei occhi scrutavano ogni parte di quel corpo umano, cercando anche di violare quella delicata veste che portava.
Quella sera era davvero bella!
Non sembrava un Hunter, anzi, sembrava una ragazza come tante preparata perfettamente per una festa.
Già … la serata dedicata alla festa dell’Antica Alleanza, alla quale per la prima volta io ed il mio villaggio eravamo stati invitati.
Ancora stavo lì … a chiedermi la motivazione di quel gesto, ma forse era semplicemente un segno. Perché in quelle vesti non l’avevo mai vista.
Il mio pensiero tornò così du di Lei.
Il suo volto era incorniciato da una francia asimmetrica che le copriva l’occhio destro, mentre il resto dei capelli erano imprigionati da un fiocco blu che li teneva alti. Ma quella non era una coda, bensì un bozzolo raggruppato. Quella sera, quei capelli color pece, erano ricci.
I miei occhi si fermarono sul volto ancora da bambina per i suoi diciannove anni, ma abbastanza maturo per darle l’espressione di una donna ormai adulta. Una vera contraddizione.
Sorrisi a quel pensiero.
Si vedeva che non aveva messo nulla di particolare. Era bella così com’èera. Ma si notava, grazie alla luce lunare, la scintillare di un rossetto rosso ed una matita che assottigliava di più quei due occhi già piccoli di per sé.
A poco a poco il mio sguardo scendeva su quelle eleganti curve coperte da un vestito stretto del medesimo colore del fiocco. Un vestito semplice ma che faceva la sua figura.
La scollatura era ben contenuta e non volgare sul seno, mentre dietro la schiena, seguiva la forma di una piramide capovolta, simile all’Impero degli Inferì, e che terminava a punta sul bacino.
Una gamba era coperta dal strascico del vestito, mentre l’altra era ben illuminata dalla Luna.
Era strano che mi attraesse così tanto, eppure era vestita molto semplicemente, senza gioielli o bracciali, a parte qualche piccolo diamante che portava sulle scarpette a tacco alto grigge-argentate.
Ma ci saprà camminar? Mi chiesi mentre soffocavo con la mano una risata divertita, ma non crudele.
Ma forse fu questo attimo di distrazione a far voltare quell’Angelo lì … dove ero nascosto. Mi sembrò quasi di aver incrociato quei suoi occhi nocciola e profondi, così innocenti e puri, nonostante conoscessero fin troppo bene la “Verità” …
Fortunatamente il suo sguardo tornò a fissare altrove. Solo ora, però, mi accorgevo che non cercava nulla, ma che guardava il pallore di quel Sole notturno.
Ed ora che la osservavo, con più attenzione, potevo scorgere, sul suo volto, un espressione triste ed avvilita.
In quel momento fui combattuto fra la voglia di andarle vicino e quella di continuare a “violarla” a sua insaputa.
Vinse la seconda! Non per codardia, bensì perché già immaginavo quali fossero i pensieri che la tormentavano: a Lei non andava che io ed il mio villaggio partecipasse a quella serata.
Abbassai lo sguardo verso terra, contemplando quella sua tristezza.
Senza volere stringevo la terra sotto le mie mani.
Andrew…Una voce, simile al canto di una Sirena, invocò il mio nome.
Subito alzai lo sguardo. Senza volere avevo aumentato la mia aura lasciandole percepire la mia presenza.
I suoi occhi mi fissavano, ma non mi vedevano ancora. Sembravano così vicini, nonostante Lei stesse allo stesso posto da dove un attimo prima la osservavo.
Le sue mani chiuse al petto tentavano invano di coprire quella bellezza che già avevo spudoratamente guardato. Potevo notare sul suo volto quel leggero rossore che illuminava ancora di più il suo viso.
Andrew se sei tu, esci fuori!
Continuavo ad osservarla immobile, ma a quel secondo richiamo mi dileguai.
Non volevo che mi vedesse, non mi sentivo degno di stare al cospetto di quell’Angelo.
Una Lepre, inconsciamente, mi aiutò uscendo poco dopo dal luogo in cui ero nascosto.
Ah … sei tu. Scusa, ti avevo scambiato per un Demone.
Riuscì ad udirla da un’altra postazione poco distante da dove ero prima, ma più lontana.
Non mi voltai a guardarla. Capì dalla voce che si era rasserenata è ciò mi bastava per andarmene anche io più pacato nell’animo ...
Ho cambiato i nomi, perchè sono pezzi di storia a parte, tipo fan fiction, che creo e posto nel mio sito. Spero piaccia dal momento che è la prima volta che scrivo su un sito così.


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